Come PayPal tutela i truffatori

La storia di come sono riuscito a farmi truffare vendendo un iPad e utilizzando il celebre servizio di Protezione acquisti e vendite di PayPal

Premessa iniziale: tutti gli eventi seguenti derivano da miei errori di valutazione e disattenzione. Se ho subito una truffa, la responsabilità è mia. E di chi mi ha truffato, ovviamente.

Nell’arco di poche settimane sono riuscito a vendere al giusto prezzo quattro cubi Ikea Eket, uno stereo, un asciugacapelli, un ferro da stiro, un mini asse da stiro, un microonde, un tavolino bianco anonimo, uno stendino verticale, tre sedie richiudibili, una lampada, delle luci di natale al fattorino che mi ha portato a casa il kebab, un ventilatore a novembre (!) e sempre a novembre per tre volte sono arrivato ad un soffio dal vendere anche un raffrescatore. Ma nessuno a quanto pare vuole uno spremiagrumi costruito interamente in fibra di paglia e riciclabile come rifiuto organico.
Auto C3 carica di tutto quello con cui avevo arredato la mia casa degli ultimi 4 anni
Auto C3 carica di tutto quello con cui avevo arredato la mia casa degli ultimi 4 anni
Ringrazio ancora il mio amico Dario che ha saputo convertire le partite a Tetris in competenze di incastro reali. Per chi se lo stesse chiedendo contiene 31 pacchi e una chitarra.
  1. La conversazione era stata amichevole e continua, predisponendomi ad abbassare la guardia. Avevo proverbialmente giudicato il monaco dall’abito: peccato che dietro al saio ci fosse Ezio di Assassin’s Creed.
  2. Ho erroneamente interpretato la scelta di PayPal come metodo di pagamento come un segno perfetto della bontà della trattativa. Come si può essere truffati tramite un servizio che ha un rinomato servizio di tutela per le vendite online? E soprattutto come si può subire una truffa quando il venditore sei tu e hai ricevuto un pagamento anticipato?
    Evidentemente, di nuovo, mi sbagliavo.
La pratica con cui scopro di aver venduto una PlayStation 5.
  1. Le commissioni - che comunque sono state stornate insieme alla transazione - sono a carico del venditore: è possibile che questi non abbia alcuna tutela e in una situazione di questo tipo debba rimanere in una situazione di totale perdita? Per l’acquirente l’annullo della transazione al peggio vuol dire un nulla di fatto, per il venditore la perdita del bene.
  2. Vincolare la transazione all’indirizzo di spedizione fornito da PayPal è comprensibile, ma comunque limitante. Non sono un venditore professionista, non si può pretendere che un privato conosca a menadito i termini di servizio di PayPal. Trovo inoltre abbastanza sensato che in una transazione privata la compravendita avvenga fuori da PayPal e che in una situazione di truffa non è così scontato che si faccia caso che l’indirizzo inserito nella transazione non sia quello corretto. Il che si ricollega anche a una seconda criticità: la condizione essenziale di corrispondenza tra l’indirizzo di spedizione del pacco e quello indicato nella transazione, dovrebbe essere scritta a caratteri cubitali nella pagina di informazione del servizio di protezione acquisti. Purtroppo non è così e si è costretti a scavare le noiosissime condizioni d’uso per capire quanto la protezione vendite sia vincolante e ben poco protettiva. La pagina informativa si perde nel vantare quanto il servizio dia protezione al venditore (e all’acquirente) dimenticandosi di specificare che per protezione intendono essenzialmente una spalla su cui piangere.
  3. Infine, trovo errato a priori la decisione di non valutare nel merito le compravendite. O meglio, non trovo corretto farlo quando i reclami coincidono con dei palesi tentativi di truffa, in cui delle persone stanno attivamente utilizzando il servizio di PayPal come mezzo per protrarre la truffa. La frode nel mio caso infatti è interna a PayPal, nel senso che si basa sul fatto che PayPal, come intermediario, annullerà una transazione tra privati agendo sui propri termini di servizio. La protezione acquisti viene utilizzata come arma e trasformata da mezzo di tutela a strumento di frode.
    Non ritengo sensato ignorare che nel pagamento è coinvolta una possibile truffa. Trovo che se entrambe le parti accusano l’altra di frode, nel caso in cui PayPal (comprensibilmente) non voglia prendersi la responsabilità di decidere chi è nella ragione e chi nel torto, ci si debba muovere semplicemente non applicando il proprio servizio di tutela e lasciando che sia l’autorità giudiziaria a giudicare eventualmente il merito. Il servizio di tutela, infatti, come da loro presentato, dovrebbe essere duplice e a protezione di tutte le parti. Decidere, senza giudicare nel merito della vendita, vuol dire non proteggerle entrambe.
Parte della pagina informativa sul servizio di protezione acquisti e vendite. Se non vedete in risalto gli stringenti vincoli del servizio è perché effettivamente si sono scordati di scriverli.
  1. L’idea di trascinare questa vicenda mi avrebbe solo prolungato l’agonia e il sangue amaro nei confronti dei miei errori. A volte bisogna semplicemente perdonarsi e lasciare i propri sbagli alle spalle.

Scrivo di quello che mi va, quando mi va, se mi va.

Scrivo di quello che mi va, quando mi va, se mi va.